Adriano Sofri (da "La Repubblica" del 10/01/2010)
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16/01/10
08/10/07
"Se" di Rudyard Kipling
SE riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa,
SE riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare,
SE riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare, o essendo calunniato a non rispondere con calunnie, o essendo odiato a non abbandonarti all’odio pur non mostrandoti troppo buono né parlando troppo da saggio,
SE riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
SE riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine,
SE riesci incontrando il successo e la sconfitta a trattare questi due impostori allo stesso modo, e a sopportare di sentire le verità che tu hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi e vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte, e umiliarti e ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori,
SE riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e a rischiarle in un colpo solo a testa o croce, e a perdere e ricominciare da dove iniziasti senza mai dire una parola su quello che hai perduto,
SE riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e a resistere quando ormai in te non c’è più niente tranne la tua volontà che ripete “resisti”,
SE riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà, o a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
SE tanto amici che nemici non possono ferirti,
SE tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
SE riesci a riempire l’inesorabile minuto con un momento fatto di 60 secondi, tua è la terra e tutto ciò che è in essa, e quel che più conta sarai un uomo, figlio mio.
Rudyard Kipling (1865-1936)
SE riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare,
SE riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare, o essendo calunniato a non rispondere con calunnie, o essendo odiato a non abbandonarti all’odio pur non mostrandoti troppo buono né parlando troppo da saggio,
SE riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
SE riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine,
SE riesci incontrando il successo e la sconfitta a trattare questi due impostori allo stesso modo, e a sopportare di sentire le verità che tu hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi e vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte, e umiliarti e ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori,
SE riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e a rischiarle in un colpo solo a testa o croce, e a perdere e ricominciare da dove iniziasti senza mai dire una parola su quello che hai perduto,
SE riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e a resistere quando ormai in te non c’è più niente tranne la tua volontà che ripete “resisti”,
SE riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà, o a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
SE tanto amici che nemici non possono ferirti,
SE tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
SE riesci a riempire l’inesorabile minuto con un momento fatto di 60 secondi, tua è la terra e tutto ciò che è in essa, e quel che più conta sarai un uomo, figlio mio.
Rudyard Kipling (1865-1936)
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